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FESTA IN ONORE DI MARIA SS. DEGLI AFFLITTI
Inserito il 03 settembre 2006 alle 14:55:39 da webmaster.

San Procopio (RC) 17-09

A San Procopio (RC), ogni anno la terza domenica di Settembre, si svolge la Festa in onore di MARIA SS. degli Afflitti (quest'anno il 17 Settembre).

La pia devozione popolare è anima dei festeggiamenti.

Tanti racconti popolari si narrano intorno all'immagine di Maria SS. degli Afflitti, si racconta, che alla fine dell'opera della sacra effigie della Madonna, ella si rivolge allo scultore dicendo in dialetto locale: "'a undi mi vidisti, cca tanta affritta, mi facisti!"
L'artista replicò così: "se tava viditu, jiu'b affritta tava facitu".
L'autore dell'opera, per la forte emozione, morì

Infatti chiunque vede per la prima volta il sacro simulacro, quasi spontaneamente, esclama: "Che bella stà Madonna!" a suggello della propria bellezza.

La rievocazione del miracolo della lampada è un altro momento importante dei festeggiamenti, a termine della messa vigilare vengono elevati al cielo fino all'alba canti in onore della Vergine, a carattere dialettale.

In Chiesa arde perennemente la lampada votiva, in ricordo della forte sudorazione avvenuta il 27/12/1908 avvistata dal sig. Galimi Rocco, che di corsa andò a chiamare alcune persone del luogo, così che anch'essi hanno potuto constatare lo strano avvenimento, fra di essi c'era anche il sig. Barillà Pasquale, persona molto stimata nel paese, era il preludio del sisma che la mattina seguente colpì il paese. L'anno seguente, in memoria di tale episodio, venne accesa la lampada votiva che a tutt'oggi ogni giorno arde in Chiesa, essa viene alimentata con olio d'oliva prodotto nelle campagne sanprocopiesi che i devoti offrono durante l'arco dell'anno alla Madonna in segnod i devozione.

Alcune persone affermano di aver visto la Madonna girare intorno alla lampada in modo vorticoso, in verità oggi rimangono pochi testimoni di tali eventi, l'olio bolliva tergiversandosi sul pavimento della Chiesa, rimanendo sempre sullo stesso livello, senza mai consumarsi, i devoto lo asciugavano con pezze e batuffoli di cotone che poi venivano conservati, qualora un loro congiunto o gli stessi ne avvessero bisogno li facevano passare sulla parte del corpo da guarire per ottenere dalla Madonna la pronta guarigione.

Anche la storia del Santuario ha il sapore di divino, infatti fu realizzato grazia alla Provvidenza di DIO, si narra che la Madonna andò in sogno ad un contadino del luogo indicandogli il posto esatto dove ella desiderava che gli venisse dedicato un tempio. La Santa Madre si servì delle formiche, essi si formarono in colonie tracciando i basamento del Tempio, più volte fù cambiato tracciato, ma le formiche tornarono di nuovo in colonie, indicando allo stesso modo il tracciato precedente.

Quello era il sogno della Bella Signora dove desiderava che venisse eretta la Chiesa a Lei dedicata.


 
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